Depressione post trasloco, come evitarla

Degli studi scientifici hanno dimostrato che il trasloco può causare depressione, stress e ansia. Cambiare città e abitazione infatti, non è così semplice, ad esempio se da Milano si va a vivevere a monza affidandosi a traslochi Monza. Questo perché incide sulle abitudini quotidiane dell’individuo di adattarsi ad una nuova vita sociale. A maggior ragione se il trasloco non avviene per scelta ed è addirittura imposto, il soggetto prova una sensazione di fallimento, una perdita di autostima molto accentuata e cade in depressione. Cambiando casa, città, amicizie si soffre della sindrome dell’abbandono, ci si sente spaesati poiché si perdono i principali punti di riferimento. Oltre ad un disagio emotivo evidente, si deve affrontare la fatica fisica di carico e scarico degli scatoloni, sebbene si venga aiutati da una ditta specializzata. Come evitare di essere soggetti alla depressione post trasloco?

Evitare la fretta
Preparare gli scatoloni in fretta e furia è veramente controproducente. Infatti poiché si deve elaborare il lutto della vecchia casa, accelerare i tempi non fa che peggiorare lo stato di stress. Fare le cose con calma consente l’accettazione al cambiamento, rendendolo meno traumatico, in modo tale da fare degli acquisti mirati a rendere più accogliente la nuova abitazione.

Mettere dei soldi di lato
Avere dei soldi messi da parte è utile in caso di imprevisti. In questo modo vengono affrontati tutte quelle cose che non ci aspettiamo ( ad esempio si rompe qualcosa durante il trasloco). In questo modo saremo più tranquilli ad affrontare delle spese extra.
Fate attenzione ai ricordi
Quando si preparano gli scatoloni, potrebbe capitare di ritrovarvi nelle mani un oggetto del vostro passato, che vi potrebbe causare dei ricordi non sempre piacevoli. Attenzione quindi a non dargli troppa importanza, per non cadere nello stress.
Fate un giro nel nuovo quartiere
Una volta ultimato il trasloco, cercate di conoscere il quartiere in cui vi siete trasferiti. Uscite, fate una passeggiata rilassante, esplorate i negozi e sfruttate al meglio il posto in cui siete andati a vivere.

Le caratteristiche dei pavimenti in laminato

Il laminato è una tipologia di materiale per pavimentazione che si avvicina per estetica al parquet venezia, con alcune caratteristiche che lo rendono addirittura preferibile al legno. E’ composto da una struttura centrale che viene realizzata con un pannello in fibra di legno e resine, anche chiamato HDF, acronimo che sta per High Density Fibreboard e una contro bilanciatura che serve a mantenere stabile il prodotto. Questo strato viene ricoperto da un film protettivo ad alta resistenza, che a sua volta è rivestito da un foglio decorativo che imita le essenze legnose naturali. Scegliere il laminato significa scegliere un pavimento a costi contenuti rispetto al vero legno, una maggiore facilità di posa grazie alla tecnica flottante e al ridotto spessore, ma in grado di replicare perfettamente il legno nell’aspetto migliorandone le prestazioni.

I vantaggi
Tra i principali vantaggi del laminato, sicuramente vi è una grande resistenza all’abrasione, facilità di posa ed economicità. E’ resistente alla luce, possiede un buon isolamento acustico e termico, è facile da pulire, la posa si può effettuare su qualsiasi superficie (moquette, parquet, ceramica, ecc.) si può immediatamente usare subito dopo la posa. Inoltre nel caso di pannelli danneggiati, è possibile sostituirli facilmente e senza problemi. Tutti questi vantaggi rendono i pavimenti in laminato, un prodotto ad alta crescita e diffusione dell’ultimo decennio.
Gli svantaggi
Se viene installato correttamente, questa tipologia di pavimenti non presenta degli svantaggi significativi. Un unico limite dei pavimenti in laminato è una leggera rumorosità al calpestio, seppur ben mitigata dai materassini su cui viene posato. Negli anni 80/90 invece, il laminato presentava dei problemi legati all’umidità che adesso sono stati del tutto eliminati grazie alla presenza di pannelli HDL idrofughi che consentono di mitigare i problemi causati da accidentali fuoriuscite di acqua. E’ naturale che, se sono presenti dei ristagni di acqua per un lungo periodo, essi potranno causare deformazioni difficilmente riparabili, sia sui pavimenti in legno, sia sui pavimenti lignei, come appunto i laminati.

Breve storia della stampa digitale

La storia della stampa digitale

Il 1993 ha visto la prima macchina da stampa digitale a colori del mondo. È ‘stata chiamata Indigo, ed ha rivoluzionato il settore, perché ha dato ai clienti la possibilità di avere stampe di qualità e personalizzate direttamente dal computer desktop. Da allora, è diventato un settore formidabile e altamente redditizio. Printed.com ha dichiarato che tra gli anni 1993 e 2010, il mercato è stato valutato a uno sbalorditivo 85,2 miliardi di dollari.

PRODOTTI

Le principali tecnologie ( a getto d’inchiostro, stampa foto digitali, a sublimazione, e fotografia electro ) in stampa digitale snoo più o meno rimaste le stesse; tuttavia i prodotti che vengono utilizzati sono variati in modo considerevole. Diamo un’occhiata a ciò che è presente sul mercato al momento e come è cambiato nel corso degli ultimi due decenni.

STAMPE SU CARTA

Il numero di stampe su carta sono scese in confronto ad altri prodotti, ma rappresentano ancora il 48 per cento delle stampe negli Stati Uniti. La stampa di foto, Fotolibri si è attestata a un secondo distante, con il 19,7 per cento. Il motivo per cui continua ad essere una forza dominante è la disponibilità di macchine per la stampa fotografica di alta qualità. Queste macchine auto-stampa sono accessibili, in modo che chiunque in casa può usarlo.

LIBRI FOTOGRAFICI

I libri fotografici sono esplosi negli ultimi dieci anni, e molti servizi di stampa digitale offrono questo prodotto, grazie all’aumento delle richieste di libri auto-pubblicati. Gli editori hanno usato anche questa opzione per stampare piccole tirature di libri, a causa della sua fattibilità economica. Prima di questo, le imprese richiedevano un numero minimo di copie (di solito un centinaio, ma ora, è possibile stampare un libro ad un prezzo molto ragionevole, rendendo così la pubblicazione a disposizione di chiunque.

STAMPE SU TELA E INCORNICIATE

Si possono stampare le fotografie in tela e stampe incorniciate. Queste possono essere fatte direttamente da casa o attraverso un provider di stampa. Si stima che le stampe su tela sono il 12 per cento del mercato della stampa degli Stati Uniti. Questa tendenza è in crescita dopo l’avvento di piattaforme di social media visivi come Instagram e Pinterest. Di altrettanta importanza è la stampa su forex.

STAMPA TECNICA SU SUPPORTI ALTERNATIVI

Questa è l’area che permette una grande quantità di creatività e pensiero innovativo. Si stampano le immagini su una gamma di superfici non convenzionali come metallo, legno, e platino. I passi avanti nella stampa digitale sono arrivati quando le persone hanno provato diversi metodi per trasferire le immagini.

Considerazioni FINALI

Alcune persone dicono che l’avvento di internet la condivisione di foto e programmi come Snapchat finirà per uccidere il settore del digital-printing. Tuttavia, le previsioni affermano che continuerà a crescere nei prossimi anni. Ci sarà sempre bisogno di immagini fisiche. Ciò che rende interessante l’industria della stampa digitale è che non si limita a degli esperti: ma a stampare le immagini, sia che si tratti su carta, tela, o un libro, è a disposizione di chiunque abbia una connessione internet e un occhio più esigente.

5 Modi per mantenere il tuo mobile su misura

La manutenzione dei mobili su misura è un aspetto molto delicato e che non va preso assolutamente alla leggera, Piran Sigfrido, produttore di mobili su misura Padova ci spiega quali sono i metodi più semplici per non rovinare il mobile.
1. Per pulire la finitura dei vostri mobili in legno basta usare acqua tiepida e sapone neutro. Un po’ d’acqua non farà male – solo fare attenzione a non immergerlo, usate un vecchio spazzolino da denti per le zone difficili da raggiungere. Pulite la superficie con un panno morbido o un tovagliolo di carta fino a quando sarà abbastanza pulito. Poi asciugate l’umidità residua con un panno morbido.
2. Dopo una buona pulizia, il modo migliore per proteggere la finitura è quello di utilizzare una buona qualità di cera in pasta morbida. Applicate uno strato sottile come indicato in etichetta. Attendete cinque minuti e lucidate leggermente con una spazzola morbida o un panno. Attendete dai 30 a 60 minuti e ripassate di nuovo con la spazzola mettendoci un po ‘più vigore. Vedrete una brillantezza della finitura che durerà per molti mesi.
3.Non tenete i mobili alla portata del sole. La temperatura del sole estivo proveniente da una finestra può andare sopra 140 gradi. Tenderà a cuocere le finiture di pregio, dissolvendole e distruggendole nel tempo, asciugando e compattando il legno, che causerà crepe.
4. Non collocate mobili in legno nei pressi di impianti di riscaldamento o sfiati. Il calore secco tenderà ad asciugare il legno, lasciando delle fessure.
5. Ci sono diversi modi per rimuovere l’alone bianco o la macchia della tazza di caffè caldo. Il modo meno invasivo è strofinare con abrasivo dolce, come dentifricio non-gel miscelato con bicarbonato di sodio o olio da cucina mescolato con cenere. Si può strofinare in un piccolo punto con le dita o con un panno morbido su grandi aree.

La menopausa

Che ci piaccia o no è un problema sempre più frequente, perché le donne stanno invecchiando(al pari della popolazione generale in Italia. L’aspettativa di vita attuale per le donne è di 84 anni, però l’ovaio ha la caratteristica che non ha imparato ad adattarsi a questa longevità, quindi si esaurisce più o meno sempre alla stessa età(50 anni età media della menopausa in Italia). Se cent’anni fa questo non era di interesse perché si moriva intorno all’età della menopausa, oggi le donne hanno tanti anni da vivere con un ovaio fermo, non più nel periodo fertile, (negli uomini invece il testicolo continua a funzionare anche da anziani). Possiamo considerare la menopausa un fenomeno assolutamente naturale però questo non corrisponde necessariamente ad uno stato di completo benessere per la donna.
Innanzi tutto è bene specificare che la menopausa non è un periodo ma è un momento, in particolare il giorno dell’ultima mestruazione, per cui è una diagnosi retrospettiva: almeno 12 mesi consecutivi di amenorrea. L’ovaio smettendo di lavorare non produce più estrogeni e si potranno avere delle ripercussioni sulla salute della donna. La menopausa può essere naturale o indotta(mediante un intervento chirurgico o farmacologico). Per fare diagnosi di menopausa non è necessario il dosaggio ormonale, si fa semplicemente con l’anamnesi.

Si definisce periodo perimenopausale o periodo di transizione menopausale quel periodo in cui l’ovaio comincia ad invecchiare, lavora male, produce in maniera irregolare gli estrogeni ed il progesterone, per cui ci possono essere dei cicli irregolari, troppo vicini, discontinui che precedono appunto l’ultima mestruazione. Si definisce menopausa precoce , una menopausa che insorge prima dei 45 anni, invece si dice menopausa prematura se capita prima dei 40 anni senza una causa nota sottostante. In quest’ultimo caso si entra in diagnosi differenziale con la condizione chiamata prematura insufficienza ovarica, cioè un ovaio che si ferma prima dei 40 anni con la differenza che in questa condizione è prevista anche una possibilità di ripresa della funzione ovarica, mentre per quanto riguarda la menopausa prematura non c’è possibilità di ripresa. Con climaterio si identifica quella fase di vita della donna che va dalla fine della vita fertile fino alla senilità. Con premenopausa si intende la vita fertile. Con postmenopausa si intende invece ciò che capita dopo l’ultima mestruazione.

Si ricorda che l’ovaio nasce con il suo patrimonio di oociti predeterminato: già alla nascita si ha un importante declino del numero di follicoli, ne rimangono 4-5 milioni i quali continuano ad esaurirsi fino alla pubertà, rimanendo un numero sufficiente per garantire un’attività ciclica ovarica fino a circa 50 anni. Uno dei segni laboratoristici tipici che descrive la senescenza ovarica è il calo degli estrogeni e l’aumento dell’FSH, in particolare si parla di “ovaio fermo” quando i valori di estradiolo sono sotto i 20 pg/ml e quelli di FSH sopra i 45-50 mUI/ml : infatti l’ovaio viene meno allo stimolo dell’FSH perché ha esaurito i follicoli in grado di maturare, di conseguenza si avrà un calo di estradiolo circolante che contribuisce a disinibire l’ipotalamo-ipofisi nel rilascio di FSH; si paragona il dialogo fra FSH ed ovaio a quello di “una persona che parla ad un sordo”. Ribadiamo però che per fare diagnosi di menopausa basta solo l’anamnesi, gli esami laboratoristici si fanno solo se occorrono.

Anche l’inibina è un altro ormone che ci interessa: è prodotto dai follicoli ovarici e ha la funzione di inibire la produzione di FSH, per cui mano a mano che si riduce la riserva ovarica i livelli di inibina si riducono, per cui si potrebbe dosare. Un altro ormone che è testimonia la riserva funzionale ovarica è l’ormone antimulleriano, che con la menopausa si riduce. Questo marker di fertilità si sfrutta nei casi in cui una donna in età fertile avanzata voglia intraprendere una fecondazione assistita e bisogna capire che probabilità ci sono di riuscita.

La tecnologia a LED nei grandi schermi

I LED sono, essenzialmente, piccole lampadine colorate. I LED moderni sono piccoli, estremamente luminosi e consumano relativamente poco per la luce che essi producono. Altri luoghi che ora vedono i LED utilizzati all’aperto sono semafori e le luci delle auto.

Su un televisore a colori CRT, tutti i colori sono prodotti con rosso, verde e blu punti di fosforo per ogni pixel sullo schermo. Nei maxischermi i LED rossi, verdi e blu sono utilizzati al posto del fosforo. Un “pixel” su un led wall è un piccolo modulo che può avere soltanto tre o quattro LED in esso (uno rosso, uno verde e uno blu). In più grandi maxischermi, ogni modulo di pixel potrebbe avere decine di LED. I moduli Pixel tipicamente variano da 4 mm a 4 cm (circa 0,2 a 1,5 pollici) di dimensioni.
Per costruire una TV jumbo, si prende migliaia di questi moduli LED e disporli in una griglia rettangolare. Ad esempio, la griglia potrebbe contenere 640 x 480 moduli LED, o 307.200 moduli. Le dimensioni dello schermo finale dipende dalle dimensioni dei moduli LED:

Modulo LED Dimensioni 4 mm
2,56 x 1,92 metri di dimensione dello schermo
8.4 x 6.3 piedi dimensione dello schermo
Modulo LED Dimensioni 25 mm
16 x 12 metri dimensione dello schermo
52.5 x 39.4 piedi dimensione dello schermo
Modulo LED Dimensioni 40 mm
25.6 x 19.2 metri dimensione dello schermo
84 x 63 piedi di formato dello schermo
Per controllare un enorme schermo a LED come questo, si utilizza un sistema di computer, un sistema di controllo di potenza e un sacco di cablaggi.

Il sistema informatico guarda il segnale TV in ingresso e decide quando e come i led si accendono. Il computer sonda l’intensità ed i segnali di colore e li traduce in informazioni di intensità per i tre diversi colori dei LED per ogni modulo di pixel.
Il sistema di alimentazione alimenta tutti i moduli LED, e modula la potenza in modo che ogni LED ha la luminosità regolata. Lattivazione di tutti questi LED può utilizzare un sacco di potenza. Un maxischermi di 20 metri può consumare fino a 1,2 watt per pixel, o circa 300.000 watt per la visualizzazione completa.
Diversi cavi passano all’interno di ogni modulo LED, quindi ci sono un sacco di fili che passano dietro lo schermo.
Dato che i prezzi sono scesi a LED, il ledwall hanno cominciato ad espandersi in tutti i tipi di luoghi, e in tutti i tipi di formati. A questo punto è diventato facile trovare maxischermi a LED al chiuso (in luoghi come centri commerciali e uffici) e in tutti i tipi di ambienti esterni – in particolare nelle aree che attirano molti turisti.