Stabilire in modo preciso e univoco quando nasce la cartomanzia è abbastanza complicato, dal momento che ci sono versioni differenti a proposito delle origini di questa arte. Alcuni studiosi ritengono che i primi cartomanti fossero dei sacerdoti dell’antico Egitto, i quali presagivano il futuro tramite la lettura di un mazzo di 78 carte. Altri studiosi ne attribuiscono l’origine ai cinesi, affermando che derivi dal domino, un autentico strumento per la lettura divinatoria. Il cartomante veicola un messaggio e cerca di farlo comprendere. Il suo consulto è un supporto, non un’imposizione.

Quando si leggono i tarocchi bisogna tenere a mente che si tratta di simboli universali che veicolano messaggi archetipici da interpretare di volta in volta, in base a ciò che la carta estratta rappresenta per il consultante e al caso specifico.  Le carte che si possono usare sono le classiche carte di seme italiano (ad esempio le napoletane o le bolognesi), quelle francesi, le carte dei tarocchi o alcuni tipi speciali ed illustrate, che vengono chiamate Sibille. Il desiderio di parlare con un professionista delle carte può manifestarsi soprattutto nei momenti di difficoltà, in cui abbiamo bisogno di un consiglio disinteressato per capire il senso di quello che accade nella nostra vita.

Oggigiorno quasi tutti i cartomanti svolgono la loro attività tramite il telefono, dalla propria abitazione. Così facendo il consultante può scegliere di chiamare in qualsiasi momento della giornata senza perdite di tempo ed attese infinite, sapere quello di cui ha bisogno in pochi minuti ed a costi estremamente contenuti. I cartomanti sensitivi possono evidenziare stati d’animo nascosti dietro atteggiamenti incomprensibili del partner del consultante, per esempio, e quindi dare consigli allo stesso su come comportarsi. Il cartomante comunque non si dedica alle ritualistiche, non fa riti di magia, ma si attiene solamente alla lettura delle carte.