Che ci piaccia o no è un problema sempre più frequente, perché le donne stanno invecchiando(al pari della popolazione generale in Italia. L’aspettativa di vita attuale per le donne è di 84 anni, però l’ovaio ha la caratteristica che non ha imparato ad adattarsi a questa longevità, quindi si esaurisce più o meno sempre alla stessa età(50 anni età media della menopausa in Italia). Se cent’anni fa questo non era di interesse perché si moriva intorno all’età della menopausa, oggi le donne hanno tanti anni da vivere con un ovaio fermo, non più nel periodo fertile, (negli uomini invece il testicolo continua a funzionare anche da anziani). Possiamo considerare la menopausa un fenomeno assolutamente naturale però questo non corrisponde necessariamente ad uno stato di completo benessere per la donna.
Innanzi tutto è bene specificare che la menopausa non è un periodo ma è un momento, in particolare il giorno dell’ultima mestruazione, per cui è una diagnosi retrospettiva: almeno 12 mesi consecutivi di amenorrea. L’ovaio smettendo di lavorare non produce più estrogeni e si potranno avere delle ripercussioni sulla salute della donna. La menopausa può essere naturale o indotta(mediante un intervento chirurgico o farmacologico). Per fare diagnosi di menopausa non è necessario il dosaggio ormonale, si fa semplicemente con l’anamnesi.

Si definisce periodo perimenopausale o periodo di transizione menopausale quel periodo in cui l’ovaio comincia ad invecchiare, lavora male, produce in maniera irregolare gli estrogeni ed il progesterone, per cui ci possono essere dei cicli irregolari, troppo vicini, discontinui che precedono appunto l’ultima mestruazione. Si definisce menopausa precoce , una menopausa che insorge prima dei 45 anni, invece si dice menopausa prematura se capita prima dei 40 anni senza una causa nota sottostante. In quest’ultimo caso si entra in diagnosi differenziale con la condizione chiamata prematura insufficienza ovarica, cioè un ovaio che si ferma prima dei 40 anni con la differenza che in questa condizione è prevista anche una possibilità di ripresa della funzione ovarica, mentre per quanto riguarda la menopausa prematura non c’è possibilità di ripresa. Con climaterio si identifica quella fase di vita della donna che va dalla fine della vita fertile fino alla senilità. Con premenopausa si intende la vita fertile. Con postmenopausa si intende invece ciò che capita dopo l’ultima mestruazione.

Si ricorda che l’ovaio nasce con il suo patrimonio di oociti predeterminato: già alla nascita si ha un importante declino del numero di follicoli, ne rimangono 4-5 milioni i quali continuano ad esaurirsi fino alla pubertà, rimanendo un numero sufficiente per garantire un’attività ciclica ovarica fino a circa 50 anni. Uno dei segni laboratoristici tipici che descrive la senescenza ovarica è il calo degli estrogeni e l’aumento dell’FSH, in particolare si parla di “ovaio fermo” quando i valori di estradiolo sono sotto i 20 pg/ml e quelli di FSH sopra i 45-50 mUI/ml : infatti l’ovaio viene meno allo stimolo dell’FSH perché ha esaurito i follicoli in grado di maturare, di conseguenza si avrà un calo di estradiolo circolante che contribuisce a disinibire l’ipotalamo-ipofisi nel rilascio di FSH; si paragona il dialogo fra FSH ed ovaio a quello di “una persona che parla ad un sordo”. Ribadiamo però che per fare diagnosi di menopausa basta solo l’anamnesi, gli esami laboratoristici si fanno solo se occorrono.

Anche l’inibina è un altro ormone che ci interessa: è prodotto dai follicoli ovarici e ha la funzione di inibire la produzione di FSH, per cui mano a mano che si riduce la riserva ovarica i livelli di inibina si riducono, per cui si potrebbe dosare. Un altro ormone che è testimonia la riserva funzionale ovarica è l’ormone antimulleriano, che con la menopausa si riduce. Questo marker di fertilità si sfrutta nei casi in cui una donna in età fertile avanzata voglia intraprendere una fecondazione assistita e bisogna capire che probabilità ci sono di riuscita.