Categoria: salute

Intervento cataratta Firenze: tornare finalmente alla normalità

Chi soffre di cataratta, lo sa. La vista risulta offuscata, come un velo fastidiosissimo davanti agli occhi che impedisce di guidare in tranquillità, di fare le pulizie di casa o anche semplicemente godersi un bel film in tv. Sei in Toscana? Puoi contare su un intervento cataratta Firenze, che è risolutivo!

La cataratta infatti è la perdita di trasparenza del cristallino, che rappresenta la “lente” del nostro occhio. Questo comporta l’abbassamento della nitidezza della vista, sia da vicino che da lontano.

Purtroppo per quanto riguarda questo disturbo, non esistono cure particolari, colliri o medicinali. Semplicemente devi ricorrere all’intervento chirurgico.

In che cosa consiste?

L’operazione è semplice e avviene in pochissimo tempo. Il cristallino viene rimosso dagli occhi e al suo posto si inserisce un cristallino artificiale.

Pochi minuti! Si tratta all’incirca di un quarto d’ora di tempo, che è sufficiente per cambiare completamente la qualità di vita di una persona. L’operazione è assolutamente indolore e il paziente, già da subito, aprendo gli occhi si rende conto della differenza.

Può rientrare immediatamente nella sua abitazione e soprattutto stare tranquillo! Infatti l’operazione al cristallino è definitiva, dal momento che è garantita per centinaia di anni!

Non si verifica rigetto, l’unico inconveniente che può capitare (saltuariamente) è che anche il cristallino artificiale si opacizzi, ad esempio dopo un anno o più. A questo punto è sufficiente sottoporsi al laser Yang per risolvere in via definitiva il problema e senza dolore, il tutto in una sola seduta ambulatriale.

Infine vale la pena sottolineare che è possibile eseguire l’operazione di cataratta anche su entrambi gli occhi in contemporanea. Lo studio provvede a trattare ogni singolo occhio come operazione a se stante: quindi tutto il materiale viene sterilizzato, si cambiano gli strumenti, così come i guanti e i camici dei dottori chirurghi, per il massimo della sicurezza.

A questo punto la guarigione avviene in simultanea sui due occhi e, senza punture né anestesia, il paziente è finalemente libero di tornare a vedere alla perfezione e riapproprirasi della sua vita!

Soffri di disturbi del sonno? Ecco lo specialista che può aiutarti

Cosa sono i disturbi del sonno e perché sono invalidanti?

Il sonno occupa circa un terzo della nostra vita ed è fondamentale per il benessere del nostro organismo. Indipendentemente dalla causa, la riduzione di sonno interferisce con alcune funzioni fondamentali del nostro corpo, determinando spesso conseguenze evidenti anche sul piano comportamentale e sulla qualità della salute. I disturbi del sonno colpiscono molte persone, pregiudicando, in alcuni casi, la qualità della loro vita e alterando le normali attività fisiologiche del loro corpo. La mancanza di sonno può causare stanchezza cronica, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione e irritabilità.

Come riporta il più recente manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5, 2014) i disturbi del sonno si dividono in diversi disturbi, tra cui possiamo annoverare il disturbo da insonnia, il disturbo da ipersonnolenza, la narcolessia, i disturbi del sonno correlati alla respirazione, i disturbi dell’arousal del sonno REM, la sindrome da gambe senza riposo e il disturbo del sonno indotto da sostanze/farmaci. Molte persone affette da disturbi psicologici, depressione o attacchi d’ansia soffrono di queste patologie. Le principali forme di trattamento per i disturbi del sonno sono la terapia farmacologica e la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Trattamento per i disturbi del sonno a San Donà di Piave

Il Dottor Silvestrini effettua un trattamento per i disturbi del sonno a San Donà di Piave. Anche se è vero che la terapia farmacologica è in grado di ottenere dei risultati in breve tempo, grazie però alla terapia cognitivo-comportamentale è possibile notare dei miglioramenti anche sul lungo periodo. La soluzione migliore è integrare sia l’una che l’altra. . Contatta il Dr. Silvestrini per un appuntamento: sarà più semplice comprendere e valutare i sintomi che si manifestano, ed affrontare insieme le cause interiori ed esteriori che hanno comportato a tale disturbo.

Come posso perdere peso conoscendo il mio corpo

Dimagrire con criterio attraverso l’analisi del metabolismo

Perdere peso non è solo questione di mangiar meno quanto piuttosto di mangiare in modo adeguato alle caratteristiche e alle esigenze del nostro organismo. L’analisi del metabolismo a Perugia è la chiave per comprendere come è fatto il nostro corpo, quali sono le sue esigenze e sulla base di queste risultanze costruire un percorso nutrizionale e di allenamento che risponda efficacemente agli obiettivi che ci siamo posti.
L’analisi del metabolismo si svolge essenzialmente attraverso l’applicazione di elettrodi da applicare o da tenere in mano. A questo punto delle impercettibili scariche di corrente attraversano il nostro corpo e sono in grado di restituire ad un’apposita apparecchiatura una serie di informazioni molto complesse e al tempo stesso dettagliate che consentono di delineare un quadro completo della nostra composizione corporea.
Grazie all’analisi del metabolismo a Perugia saremo in grado di conoscere, senza la necessità di esami invasivi o complicati, importanti parametri come il nostro metabolismo basale, il livello percentuale di massa grassa, di muscoli, la massa ossea e il livello di acqua nel nostro organismo.
Tutte queste informazioni ci permettono di comprendere come è fatto il nostro corpo e in che condizioni si trova in modo da poter affrontare al meglio e in maniera efficace sfide che altrimenti richiederebbero di procedere per tentativi. Avere un’idea chiara e precisa del nostro metabolismo, ossia di quello che avviene dentro di noi e ci dà energia per vivere, ci consente di dare risposte a problemi come la stanchezza cronica, disturbi del sonno, dolori muscolari ecc. tutti problemi che possono inficiare la vita quotidiana e dunque anche la nostra salute psicologica.
L’analisi del metabolismo è ovviamente il punto di partenza anche per chi intende migliorare la propria condizione fisica. Sapere e tenere sotto controllo la propria composizione corporea ci permette di perdere peso correttamente agendo sulla massa grassa senza intaccare i muscoli o il livello di idratazione del nostro organismo. Chi intende mettere su muscoli o vuole migliorare le proprie prestazioni sportive deve conoscere il proprio livello proteico e da lì partire per raggiungere i proprio obiettivi.

La menopausa

Che ci piaccia o no è un problema sempre più frequente, perché le donne stanno invecchiando(al pari della popolazione generale in Italia. L’aspettativa di vita attuale per le donne è di 84 anni, però l’ovaio ha la caratteristica che non ha imparato ad adattarsi a questa longevità, quindi si esaurisce più o meno sempre alla stessa età(50 anni età media della menopausa in Italia). Se cent’anni fa questo non era di interesse perché si moriva intorno all’età della menopausa, oggi le donne hanno tanti anni da vivere con un ovaio fermo, non più nel periodo fertile, (negli uomini invece il testicolo continua a funzionare anche da anziani). Possiamo considerare la menopausa un fenomeno assolutamente naturale però questo non corrisponde necessariamente ad uno stato di completo benessere per la donna.
Innanzi tutto è bene specificare che la menopausa non è un periodo ma è un momento, in particolare il giorno dell’ultima mestruazione, per cui è una diagnosi retrospettiva: almeno 12 mesi consecutivi di amenorrea. L’ovaio smettendo di lavorare non produce più estrogeni e si potranno avere delle ripercussioni sulla salute della donna. La menopausa può essere naturale o indotta(mediante un intervento chirurgico o farmacologico). Per fare diagnosi di menopausa non è necessario il dosaggio ormonale, si fa semplicemente con l’anamnesi.

Si definisce periodo perimenopausale o periodo di transizione menopausale quel periodo in cui l’ovaio comincia ad invecchiare, lavora male, produce in maniera irregolare gli estrogeni ed il progesterone, per cui ci possono essere dei cicli irregolari, troppo vicini, discontinui che precedono appunto l’ultima mestruazione. Si definisce menopausa precoce , una menopausa che insorge prima dei 45 anni, invece si dice menopausa prematura se capita prima dei 40 anni senza una causa nota sottostante. In quest’ultimo caso si entra in diagnosi differenziale con la condizione chiamata prematura insufficienza ovarica, cioè un ovaio che si ferma prima dei 40 anni con la differenza che in questa condizione è prevista anche una possibilità di ripresa della funzione ovarica, mentre per quanto riguarda la menopausa prematura non c’è possibilità di ripresa. Con climaterio si identifica quella fase di vita della donna che va dalla fine della vita fertile fino alla senilità. Con premenopausa si intende la vita fertile. Con postmenopausa si intende invece ciò che capita dopo l’ultima mestruazione.

Si ricorda che l’ovaio nasce con il suo patrimonio di oociti predeterminato: già alla nascita si ha un importante declino del numero di follicoli, ne rimangono 4-5 milioni i quali continuano ad esaurirsi fino alla pubertà, rimanendo un numero sufficiente per garantire un’attività ciclica ovarica fino a circa 50 anni. Uno dei segni laboratoristici tipici che descrive la senescenza ovarica è il calo degli estrogeni e l’aumento dell’FSH, in particolare si parla di “ovaio fermo” quando i valori di estradiolo sono sotto i 20 pg/ml e quelli di FSH sopra i 45-50 mUI/ml : infatti l’ovaio viene meno allo stimolo dell’FSH perché ha esaurito i follicoli in grado di maturare, di conseguenza si avrà un calo di estradiolo circolante che contribuisce a disinibire l’ipotalamo-ipofisi nel rilascio di FSH; si paragona il dialogo fra FSH ed ovaio a quello di “una persona che parla ad un sordo”. Ribadiamo però che per fare diagnosi di menopausa basta solo l’anamnesi, gli esami laboratoristici si fanno solo se occorrono.

Anche l’inibina è un altro ormone che ci interessa: è prodotto dai follicoli ovarici e ha la funzione di inibire la produzione di FSH, per cui mano a mano che si riduce la riserva ovarica i livelli di inibina si riducono, per cui si potrebbe dosare. Un altro ormone che è testimonia la riserva funzionale ovarica è l’ormone antimulleriano, che con la menopausa si riduce. Questo marker di fertilità si sfrutta nei casi in cui una donna in età fertile avanzata voglia intraprendere una fecondazione assistita e bisogna capire che probabilità ci sono di riuscita.